Olio

La superficie terrestre dedicata agli ulivi è pari al 5,9%, con una capità produttiva media  di 56,1 mila tonnellate di olive e 12 mila tonnellate di olio.   Il Numero di olive pro capite è pari a 1,5, mentre il  consumo di olio d’oliva è all’incirca di 2-3 litri capite all’anno. Nel paese ci sono molte piccole aziende con circa 4000 m² dedicati alla coltivazione degli oliveti. Il settore necessita di tecnologia e automazione poichè esiste un servizio di potatura, lavoro e disinfestazione molto elementare, provocando spesso una  raccolta ritardata della produzione.
Le strategie di sviluppo per la promozione e modernizzazione  della produzione delle olive sono state identificate nell’aumento delle superfici terriere, un ammodernamento del sistema di irrigazione, la protezione dai parassiti che attaccano il prodotto e un aumento della quantità e della qualità dell’olio extravergine di oliva. La periferia di Tirana è molto propensa all’agricoltura. L’olivicoltura è molto importante per l’economia albanese. In Albania crescono uliveti antichi fin dai tempi dei veneziani. In tempi più recenti, durante il regime comunista, si sono fatte grandi piantagioni di ulivi, vigneti e frutteti che dopoi il regime sono andati perduti e che ora necessitano di essere recuperati. Come descritto da molti esperti del settore vi è molta approssimazione nella cura del lavoro in frantoio e la tecnica di lavorazione è ancora arretrata, sebbene le macchine di trasformazione siano abbastanza recenti. Si bada più alla quantità che alla qualità. Manca un concreto lavoro sull’informazione e sulla tecnica di trasformazione. La produzione olivicola in Albania è praticamente biologica; non ci sono grandi interventi agronomici, ma nemmeno interventi antiparassitari; i prodotti anticrittogamici si usano poco o niente. Il problema sta nei frantoi; si dovrebbe avere la possibilità di lavorare maggiori quantità di olive. Nella città di Kruja, antica capitale del principato albanese Arberia, un nido d’aquila a 600 m di altezza, a 32 km da Tirana verso nord-est, vi è un altro patrimonio che merita conoscenza e attenzione. Nel solo comune di Kruja prosperano 107.000 ulivi. A Kruja vi è un moderno frantoio all’apice della propria attività; è un sistema a tre fasi con una capacità di lavorazione di 7-9 q di olive all’ora. La varietà delle olive che principalmente si produce a Kruja e dintorni è la kryps, un olivo da tavola che rende bene anche per l’olio. L’altra cultura diffusa a Kruja è l’ “ulivo bianco”. Tentanto di fornire un’analisi dettagliata, possiamo affermare che  l’olivicoltura in Albania è ancora lontana dai parametri con i quali normalmente misuriamo l’olivicoltura negli altri Paesi mediterranei. Si sta però attuando una forte inversione di tendenza promossa da singole persone, supportate dal Ministero dell’agricoltura e dalle varie associazioni estere. Questa azione, però, ha ancora effetti molto deboli sulla massa critica rappresentata dagli olivicoltori, che sono tuttora vincolati alla tradizione e al modo antico di produrre olio da olive. Ci vorrebbero più mezzi finanziari e soprattutto sarebbe necessario un articolato programma di sistematici interventi teorici e pratici da attuare a tappeto almeno in quelle zone dove la dedizione all’olivicoltura è tradizione secolare.  Nel Paese ci sono alcune varietà autoctone dell’ulivo come l’ulivo bianco, l’ulivo nero, il kryps, l’ulivo nero, gjykats, l’ulivo boc che andrebbero scientificamente analizzate, tutelate, promosse e diffuse al fine di individuare un olio “albanese” e creare così un’identità oleica. La promozione del Made in Albania a partire dall’olio di qualità del paese delle aquile.  In questo modo si andrebbe a rafforzare quell’identità olivicola che in Albania è abbastanza radicata, ma poco enfatizzata.  Andrebbe incentivata anche l’istituzione di un organismo di collegamento fra le singole realtà olivicole per razionalizzare lo sforzo promulgativo del settore, per creare sinergie organizzative in tema di convegni, manifestazioni e altre iniziative atte a promuovere l’olivicoltura, ma soprattutto atte a elevare il livello di qualità dell’olio prodotto. I distretti olivicoli più significativi sono quelli di Valona, che è il distretto con il maggior numero di piante e di Tirana, distretto economicamente e organizzativamente più importante, dove hanno sede le istituzioni e i ministeri preposti allo sviluppo dell’agricoltura e in particolare dell’olivicoltura. Nel 2004 sono state censite in Albania 4.100.000 piante delle quali 3.400.000 in produzione. Nello stesso anno il Paese ha prodotto 4.000 tonnellate di olio da olive, ne ha esportate 4 e importate 820 tonnellate.
L’olivicoltura albanese ha notevoli potenzialità di sviluppo, ma ha soprattutto un estremo bisogno di crescita qualitativa.

 

Mappa della distribuzione della produzione in Albania: